Aggressività del gatto

Aiuto! “Il mio gatto è impazzito!”

gatto-di-casa-620x413L’aggressività del gatto nei confronti degli esseri umani, seppur rara, è un’eventualità che può consumarsi anche all’interno delle pareti domestiche. Nella maggior parte dei casi, le persone oggetto di aggressione pensano che il loro amato gatto, straviziato, stracoccolato, stra-amato fino ad un attimo prima, sia improvvisamente impazzito. La pazzia sembra sempre l’unica spiegazione.

In realtà, l’aggressività rientra in una serie di moduli comportamentali assolutamente “normali” nell’ambito del comportamento di questa specie. Tutte le specie animali la usano per difendere e per offendere, persino gli esseri umani. Anzi, gli esseri umani sono degli specialisti nell’uso dell’aggressività, visto che ne hanno elaborato delle forme talmente sibilline da non dover nemmeno ricorrere alla forza fisica.

Posto allora che l’aggressività è una vera e propria strategia che tutti gli animali usano per risolvere determinate situazioni, è logico concludere che anche i gatti attacchino gli umani con cui vivono nel momento in cui ritengano di dover mettere in atto delle vere e proprie strategie adattative e la pazzia, pur essendo una giustificazione più “facile” a cui aggrapparsi da un punto di vista umano, di per sè non c’entra nulla.

Ma allora perchè un gatto aggredisce?

gatto-cibo-alimentazione-natale2I motivi che potrebbero spingere un gatto ad attaccare un essere umano sono molteplici. Molto spesso, soprattutto per un gatto che vive costantemente in casa, a contatto con i proprietari, l’aggressività ha origine difensive. Il gatto codifica all’interno del suo ambiente una sorgente di pericolo o di minaccia (un rumore improvviso e/o mai sentito, una persona che si muove in maniera inconsulta o che emette versi strani, per esempio) e vi reagisce secondo il famoso detto “la miglior difesa è l’attacco”. Altre volte, alla base di un comportamento aggressivo può esserci un malessere fisico: un gatto con un dolore articolare che, durante una visita venga manipolato esattamente nel punto in cui il dolore si fa più intenso, potrebbe sentire la necessità di difendersi contro chi, secondo lui, in quel momento glielo sta provocando.

Altre volte può essere la frustrazione a rendere un gatto aggressivo. L’impossibilità di mettere in atto dei comportamenti istintivi, alla base del benessere del micio, (es. cacciare un gatto estraneo che sta attraversando il giardino, accoppiarsi liberamente, trovare la porta chiusa pur volendo uscire, ecc.) potrebbero indurlo a scaricare la tensione aggredendo un individuo con cui egli convive, animale o umano che sia.

È molto importante riuscire a capire che un gatto non aggredisce mai “gratuitamente”. Per qualunque gatto sferrare un attacco è un’attività che richiede un enorme dispendio di energie e, nella sua testa, il rischio di compromettere la sua stessa sopravvivenza. Quindi, nel momento in cui attacca ha evidentemente elaborato una situazione per lui non più sostenibile con altre strategie più conservative quali la fuga o il freezing (i.e. l’immobilità).

Cosa fare?

browsercacheLa prima e più importante cosa da fare qualora un gatto aggredisse o, semplicemente, minacciasse con posture esplicite (es. dorso inarcato, pelo dritto, ringhio sommesso, orecchie all’indietro, sibili) è cercare, muovendosi molto lentamente, di lasciarlo solo e aspettare che ritrovi il suo equilibrio. La cosa assolutamente da NON fare, invece, è quella che gli umani fanno sistematicamente: urlare, sbraitare, gesticolare animatamente, tutte cose che rischiano di spaventare/innervosire/eccitare il micio ancora di più!

Muoversi lentamente, senza guardare il micio negli occhi ed evitando di avanzare nella sua direzione, vi permetterà di lasciare la stanza in cui si trova e di lasciarlo lì per tutto il tempo che sarà necessario. Nei giorni seguenti, se il gatto si dimostra riottoso e sconstante, sarà bene lasciarlo in pace – probab ilmente sta cercando di capire se può ancora ritenersi al sicuro dentro al suo ambiente – fino a quando non sarà lui a cercare il contatto.

In ogni caso, se non vi sentite sicuri o se, semplicemente, avete bisogno di essere rassicurati, non esitate a chiedere il parere di un esperto del comportamento che vi saprà senz’altro indirizzare al meglio non solo per quanto riguarda l’interpretazione di quanto successo ma che saprà anche darvi tutta una serie di suggerimenti su come evitare il ripetersi di spiacevoli eventi dello stesso tipo.

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